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Esistono due fattispecie di cessione del credito. Esse presentano caratteristiche diverse in base al regime di responsabilità che assume il creditore cedente in relazione alla solvibilità del debitore.

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L’impresa che intende avvalersi dell’istituto della cessione del credito deve conoscerne tutti i benefici e, a tal proposito, che non sempre essa avviene con le stesse modalità. Difatti, il trasferimento del diritto di credito può avvenire nella forma pro soluto o pro solvendo, e i rapporti tra impresa cedente e società cessionaria non sono gli stessi in entrambi casi.

differenza fra cessione crediti pro soluto e pro solvendo

In questo articolo cercherò di spiegarti le due tipologie di cessione crediti per fare chiarezza sulla differenza tra pro soluto e pro solvendo.

Cessione del credito pro soluto: definizione e significato

Ai sensi dell’art. 1266, comma 1, c.c., quando la cessione del credito è a titolo oneroso si presume che sia anche pro soluto. Ciò significa che il cedente, salvo patto contrario, garantisce al cessionario l’esistenza del credito (la cd. veritas nominis) e che non sia estinto al tempo della cessione; non è tenuto, invece, a garantire la solvenza del debitore, e cioè la realizzabilità del creditore. Tale obbligazione di garanzia del cedente costituisce un’obbligazione accessoria che ha la funzione di assicurare comunque un ristoro del concessionario nei casi in cui l’effetto traslativo manchi a causa dell’inesistenza, parziale o totale, del credito. Ciononostante si consideri che sul cessionario grava il rischio più imponente che è quello di una eventuale insolvenza del debitore ceduto, poiché a seguito del contratto di cessione il cedente perde completamente la titolarità del diritto ed ogni responsabilità annessa.

Nel caso in cui la cessione avvenga, invece, a titolo gratuito la veritas nominis deve essere espressamente promessa; in mancanza di un’apposita previsione in tal senso, il cedente, ex art. 1266, 2 comma, c.c., deve garantire l’esistenza del credito solo nei limiti in cui la legge pone a carico del donante la garanzia per l’evizione.

Esempio di cessione del credito pro soluto

L’impresa Alfa (cedente) conclude un contratto di cessione del credito con la società Beta (cessionaria) trasferendo a questa la titolarità di un credito, già scaduto, che vanta nei confronti dell’impresa Gamma (debitore ceduto) e garantendo l’esistenza del credito stesso. Il contratto tra Alfa e Beta avviene a titolo oneroso, perciò Alfa riceve un compenso economico per il trasferimento del suo diritto di credito ed ottiene una liquidità immediata per proseguire con la sua attività imprenditoriale. Facendo ciò, Alfa si libera dai rischi della probabile insolvenza dell’impresa Gamma, perché questi ricadono interamente su Beta che non potrà rivalersi su Alfa.

Cessione del credito pro solvendo: definizione e significato

In entrambi i suesposti casi, sia di cessione del credito onerosa che di cessione gratuita, il cedente può decidere autonomamente, secondo il principio dell’autonomia contrattuale delle parti ex art. 1322 c.c., di assumere, oltre a quella di base dell’esistenza del credito, anche la garanzia della solvenza del debitore (cd. bonitas nominis) inserendo nel contratto un apposito patto (clausola pro solvendo).

Quali sono i rischi per il cedente di una cessione del genere? L’art. 1267, 1 comma, c.c. così recita:

In questo caso egli risponde nei limiti di quanto ha ricevuto; deve inoltre corrispondere gli interessi, rimborsare le spese della cessione e quelle che il cessionario abbia sopportate per escutere il debitore, e risarcire il danno.”

Il cedente, infatti, non risulta liberato finché il cessionario non abbia ottenuto il pagamento dal debitore ceduto, e dunque qualora il debitore ceduto non adempia, il cedente sarà tenuto a restituire quanto eventualmente ricevuto come corrispettivo della cessione, oltre agli interessi, alle spese della cessione e a quelle sostenute dal cessionario per escutere il debitore, salvo l’ulteriore eventuale risarcimento del danno, ove ricorrano i presupposti.

Esempio di cessione del credito pro solvendo

L’impresa Alfa (cedente) conclude un contratto di cessione del credito con la società Beta (cessionaria) trasferendo a questa la titolarità di un credito che vanta nei confronti dell’impresa Gamma (debitore ceduto). Alfa e Beta aggiungono al contratto di cessione del credito anche la clausola pro solvendo, con la quale Alfa garantisce il pagamento del credito, non essendo, magari, a conoscenza della situazione finanziaria poco prospera di Gamma. Se, al momento della riscossione del credito nei confronti di Gamma, Beta si trova di fronte ad una situazione di insolvenza, si potrà rivalere nei confronti di Alfa che ha prestato la sua garanzia “salvo buon fine”. Alfa, quindi, dovrà restituire il compenso economico ricevuto come corrispettivo della cessione, più gli interessi, le spese della cessione ed eventualmente anche risarcire Beta per i danni subiti.

Cessione di un credito solvendi causa

La cessione del credito, essendo un contratto a causa variabile, può essere effettuata anche al fine di realizzare una funzione solutoria, ossia in luogo dell’adempimento di un’obbligazione ex art. 1198 c.c.

In questo caso particolare, bisogna tener presente che la liberazione del cedente, debitore originario, non consegue automaticamente al contratto di cessione, bensì alla realizzazione del credito ceduto, se non risulta una diversa volontà delle parti. Pertanto, si può affermare che qui opera una presunzione uguale e contraria rispetto a quella prevista nell’art. 1266 c.c. per le cessioni del credito onerose, vista poco sopra, poiché si presume una garanzia pro solvendo a carico del cedente, il quale dovrà rispondere dell’eventuale insolvenza del debitore.

Conoscevi già la differenza tra pro soluto e pro solvendo?

Da quanto esposto, dunque, risulta chiaro che la sostanziale differenza tra le due tipologie di cessione consiste in un diverso regime di responsabilità che può assumere il creditore cedente in relazione alla solvibilità del debitore.

Pertanto, per il cedente, che sia un privato o un’impresa, risulta molto più vantaggioso optare per una cessione pro soluto, che si presume per legge laddove il contratto sia a titolo oneroso, ed evitare così di sopportare i rischi legati all’insolvenza del debitore insiti nella clausola pro solvendo, laddove inserita volontariamente ed espressamente dalle parti nel contratto.

I vantaggi previsti dalla cessione del credito pro soluto sono molteplici per l’azienda cedente e migliorativi dal punto di vista finanziario e fiscale.

Per conoscere tutti i benefici della cessione del credito: Perché cedere i crediti deteriorati? Ecco 5 Vantaggi della Cessione del Credito

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